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Laogai. In CINA crimini contro l'Umanità
 Cina. Violati i diritti umani. Lo sterminio degli innocenti. I "Laogai"i campi di concentramenti cinesi del terzo millenio tutt'ora attivi. La bestiale legge nazionale comunista della selezione delle nasciteClicca Qui per aprire e leggere un nostro articolo-denuncia
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Scritto da Pasquino la Voce di Roma
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Giovedì 02 Settembre 2010 08:50 |
 La visita del Colonnello Gheddafi a Roma per la celebrazione del trattato di amicizia Italia e Libia, ha suscitato un vespaio di critiche da parte della sinistra Italiana e di una parte dell’Europa come la Francia e la Gran Bretagna. La sinistra Italiana, sempre a corto di memoria, non ricorda quando i rapporti di amicizia con il Colonnello Gheddafi erano tenuti da Prodi e da D’Alema. Ma entrambi poco accorti nel trarne profitto.
Oggi la sinistra critica, senza sapere, quali vantaggi ha tratto l’Italia nello stipulare contratti per forniture ed opere da realizzare in Libia in un contesto mondiale così incerto nel campo dell’economia. Contratti di lavoro per le nostre Aziende dove opereranno un numero consistente di mano d’opera riducendo la disoccupazione nazionale.
Rosicano, rosicano i sinistroidi, Berlusconi ha ottenuto quello che i loro capi non sono stati mai capaci di conseguire. E’ vero che la visita del Colonnello ha avuto dei momenti di folclore paesano e che a molti è sembrato di assistere ad un circo equestre.
Ha tentato pure di riunire molte ragazze per spiegare il Corano e convertirle all’Islam, ma il tentativo è fallito. Figuriamoci se le donne Italiane che godono di una libertà in tutti i sensi si mettono il velo, si coprono tutte e si sottopongono al volere maschile. “ E’ cascato bene il Colonnello” ha dichiarato una ragazza romana!
Tutto quanto questo era grottesco ma la gente rideva divertita e condivideva questa festa ideata dal Colonnello Gheddafi. La cosa veramente seria che ha suscitato perplessità nelle persone pensanti, è stata quella religiosa. Il Colonnello Gheddafi ha ipotizzato, per l’avvenire, di convertire all’Islam tutta l’Europa. La storia si ripete. In passato, quando gli arabi, i mussulmani, gli ottomani hanno tentato con la forza di occupare l’Europa ed imporre la loro dottrina hanno sempre fallito. L’Occidente si è sempre difeso prima con le Crociate poi con le guerre sante sempre sconfiggendo l’Islam.
Ora l’Islam per imporre la propria religione all’Occidente ha cambiato strategia; ha fatto sbarcare migliaia di persone di indubbia fede islamica che si stanno moltiplicando, soprafacendo di gran lunga i nostri tassi di natalità, gettando in tal modo le basi per minare le fondazioni del cattolicesimo. Per ora hanno trovato la complicità in persone di falso buonismo, compresa la chiesa cristiana, le quali predicano agli altri di aprire le porte ai fratelli mussulmani, cosa che loro non faranno mai. Perché non si aprono le porte dei conventi, delle chiese e soprattutto dei territori extra territoriali nonché le case dei buonisti? No, quelle rimangono chiuse. E’ vera ipocrisia!
I mussulmani che hanno chiesto asilo e commosso l’animo umano, oggi pretendono molte cose. Vogliono edificare moschee in molte città europee, pretendono scuole per l’istruzione settoriale dei propri figli discriminando gli altri di religioni diverse. In Italia, si pretende pure di imporre alle autorità di togliere il crocefisso dalle aule scolastiche e dagli altri luoghi pubblici, con l’appoggio di parlamentari nazionali e di quelli europei, incoscienti, ipocriti e non difensori delle proprie radici. Insomma, il sogno dell’integrazione non è quella di inserire nel contesto dell’Occidente gli islamici che sono approdati nel territorio ma si sta verificando il contrario senza che vengono presi dai paesi europei provvedimenti atti a fermare o quanto meno rallentare questo strisciante inserimento.
Però stiano attenti, l’Occidente è paziente fino ad un certo punto, poi esasperato da tanta tracotanza esploderà. I primi sintomi già s’intravedono qua e là, in Francia, in Svizzera ed anche in Italia si stanno prendendo provvedimenti per ricacciare questa marea d’immigrati nelle loro terre di provenienza, specie quelli che non hanno i requisiti di rifugiati politici. Al di sopra di tutto quanto questo, vorrei esprimere una mia personale perplessità al Colonnello Gheddafi: con tutti i soldi che i paesi arabi mussulmani, osservanti del Corano, compreso la Sua Libia, hanno incassato, incassano ed incasseranno dall’Occidente e dall’America una enormità di dollari proventi dalla vendita dell’oro nero, perché non hanno eliminato, ma almeno alleviato, quella povertà e schiavitù che hanno nei loro paesi? E’ il Corano che lo proibisce? Non credo! Allora? In Occidente, con tutti i difetti che affiorano, almeno una parte delle ricchezze vengono distribuite alla gente. Noi non osserviamo il Corano, abbiamo il Vangelo! Pasquino la voce di Roma 02.09.2010
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Intervista a Ernesta Marando: “Calabria, il tricolore non è la nostra bandiera”
Roma Piazza San Lorenzo Lucina 17 Gennaio 2011
Intervista di Alfonso Palumbo a Ernesta Adele Marando per il giornale online www.prismanews.net
"La Verità ci rende liberi"
Questo è il titolo dell'intervista che mi sarebbe piaciuto. Io sono italiana, amo la nostra bandiera, sia chiaro, nonostante il titolo ad effetto che il giornalista ha voluto mettere. Ma il popolo del Sud è bollato come terrone, quando va bene, 'ndraghetista il più delle volte. E da chi? Dagli stessi connazionali, da Roma in su. Ergo, è come se la bandiera tricolore sventolasse solo sul popolo nordico. E allora noi sotto quale bandiera viviamo? Chi è civile e chi incivile? Si parla di solidarietà e il Sud è ghettizzato e militarizzato. All'embargo. Questo è.
Ernesta Adele Marando Per leggere l'intervista cliccare sulla foto
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DIBATTITOnews Gennaio 2012

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Ernesta Adele Marando in diretta Tv su Rai Uno
Intervista a Ernesta Adele Marando a cura di Pino Carella Telemia 60news

Intervista andata in onda in diretta su Telemia l'emittente TV dei due mari la sera di giovedi 3 novembre 2011 intorno alle ore 20 e pubblicata anche su Uoutube sul canale di radiocivettagiornal
Intervista a Ernesta Adele Marando: pediatra, giornalista e fotografa
 Tra medicina, giornalismo e fotografia: Silvio Mencarelli intervista la pediatra, giornalista e fotografa Ernesta Adele Marando, una donna che non ha paura di mostrare il proprio pensiero. Per visualizzare il servizio cliccare sulla foto
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