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Atto d'accusa contro ogni forma di ingiustizia - Giornale periodico on line a carattere politico e culturale

Civiltà Mediterranea

radici-logoInformiamo che sull'altro nostro webmagazine  www.radiocivetta.eu è attiva la videoteca. Per visionare i filmati entrare "Nel mondo animato di RadioCivetta". Si troveranno diverse sezioni, destinate ad aumentare, dedicate a vari temi tra cui la serie di "Radici". Documentari sulla Civiltà Mediterranea ideati e curati da Pino Carella trasmessi dall'emittente televisiva calabrese Telemia.

LIBRI DA LEGGERE

Alcuni tra i libri che consigliamo di leggere. Per conoscere "l'Altra Verità". Quella dei Vinti  a cui non è stato permesso di avere voce nella "Storia Ufficiale".
Quelle realtà scomode che si vogliono nascondere per occultare tanti crimini. 

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Laogai. In CINA crimini contro l'Umanità

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Cina. Violati i diritti umani. Lo sterminio degli innocenti. I "Laogai"i campi di concentramenti cinesi del terzo millenio tutt'ora attivi. La bestiale legge nazionale comunista della selezione delle nasciteClicca  Qui  per aprire e leggere un nostro articolo-denuncia

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Unità d’Italia: La morte del Diritto Internazionale e l’avvio alle stragi di Cittadini PDF Stampa E-mail
Scritto da Falco Verde   
Martedì 10 Agosto 2010 20:50

LO STERMINIO DELLA NAZIONE NAPOLETANA NON E’ RIUSCITO DOPO CENTO CINQUANTA ANNI DALL’AVVIO DELLE STRAGI - SI RIPARTE SOSTITUENDO AI BERSAGLIERI DI LAMARMORA L’INQUISIZIONE ANTIMAFIA RINNEGANDO LA STORIA.

savoia-lager-400-pxI vari comitati per i festeggiamenti dell’“unità d’Italia” lamentano lo scarso entusiasmo che accompagna le loro fatiche per il cento cinquantesimo anniversario dell’avvenimento. Fanno finta di non sapere come lo scarso entusiasmo nasca dalla percezione popolare di come dietro la retorica dell’“unità” in effetti si festeggia la morte del Diritto internazionale nei rapporti tra Stati, l’avvio scientifico delle stragi di milioni di Cittadini per distruggere la Nazione soggiogata, la distruzione e manipolazione della Cultura e della Storia per nascondere quelle realtà.

fenestrelle-borboniL’invasione criminale e mafio savoiarda del Regno delle Due Sicilie fu tutto questo. E per quanto ci si sforzi di negarlo nel patrimonio genetico dei Cittadini del Regno delle Due Sicilie se ne ha la precisa cognizione che no può essere eliminata o mortificata dalla retorica di quanti nati nel SUD ne hanno tradito le origini e i Diritti. La “Nazione italiana” non è mai esistita. La si richiama per derubare ancora la Nazione Napoletana e Siciliana dei Suoi Diritti all’indipendenza e alla Libertà dopo cento cinquanta anni di occupazione militare mafio savoiarda con l’utilizzo di personale militare e paramilitare proveniente dalle Regioni del SUD cui s’è fatta dimenticare la propria origine, i propri diritti, la propria storia. Affiancando a quel personale un apparato mafio giudiziario che rappresenta il capolavoro del colonialismo mafio savoiardo per schiacciare dietro l’apparenza della legalità ogni possibilità di rinascita della Nazione Napoletana e Siciliana, spacciando per “legalità” operazioni militari quotidiane di rastrellamenti e arresti nascoste dietro la retorica dell’antimafia.

targa-fenestrelleA tutto ciò si accompagna una mancanza di decenza che non esita a decantare le bellezze del forte di Fenestrelle a guardia delle valli piemontesi. Facendo finta di dimenticare come Fenestrelle fu il primo lager europeo. In esso furono sterminati oltre ventimila Soldati dell’Esercito Napoletano per non avere tradito il proprio Re e la propria Nazione. Neppure i sovietici fecero di peggio a Katin dove lo sterminio dei Soldati dell’Esercito Polacco fu più contenuto e meno crudele perché la morte fu assicurata con un colpo di arma da fuoco anziché dalla fame e dalle malattie.


detenuti-fenestrellebrigantaggioNei dieci anni succesivi l’esercito mafiosavoiardo che aveva invaso il Regno delle Due Sicilie sterminò oltre un milione di Cittadini. Più di quanti siano stati assassinati negli Stati Uniti d’America nel corso delle guerre indiane. Ma con la differenza che agli Indiani è stata resa giustizia. I Cittadini del Regno delle Due Sicilie sterminati ieri continuano a essere definiti briganti nel significato più spregiativo mentre si pretende di festeggiare quanto fu operato fraternamente dagli eserciti dei criminali mafiosavoairdi che anticiparono gli stermini nazisti e comunisti nell’Europa del secondo dopoguerra. E il terrore della verità della Storia porta a nascondere ancora oggi, dopo cento cinquanta anni dalle stragi mafiosavoiarde, l’esistenza sul territorio della penisola italiana della Nazione Napoletana e Siciliana. E a pretende di festeggiare il ripetersi dei tentativi di distruggerla.

falcoverde

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Intervista a Ernesta Marando: “Calabria, il tricolore non è la nostra bandiera”


marando

Roma Piazza San Lorenzo Lucina 17 Gennaio 2011

Intervista di Alfonso Palumbo a Ernesta Adele Marando per il giornale online www.prismanews.net


 "La Verità ci rende liberi"

Questo è il titolo dell'intervista che mi sarebbe piaciuto. Io sono italiana, amo la nostra bandiera, sia chiaro, nonostante il titolo ad effetto che il giornalista ha voluto mettere. Ma il popolo del Sud è bollato come terrone, quando va bene, 'ndraghetista il più delle volte. E da chi? Dagli stessi connazionali, da Roma in su. Ergo, è come se la bandiera tricolore sventolasse solo sul popolo nordico. E allora noi sotto quale bandiera viviamo? Chi è civile e chi incivile? Si parla di solidarietà e il Sud è ghettizzato e militarizzato. All'embargo. Questo è.

Ernesta Adele Marando
Per leggere l'intervista cliccare sulla foto

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Intervista a Ernesta Adele Marando a cura di Pino Carella Telemia 60news

60-news-eam-03-11-11

Intervista andata in onda in diretta su Telemia l'emittente TV dei due mari la sera di giovedi 3 novembre 2011 intorno alle ore 20 e pubblicata anche su Uoutube sul canale di radiocivettagiornal

Intervista a Ernesta Adele Marando: pediatra, giornalista e fotografa


intervista-1

Tra medicina, giornalismo e fotografia: Silvio Mencarelli intervista la pediatra, giornalista e fotografa Ernesta Adele Marando, una donna che non ha paura di mostrare il proprio pensiero.
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