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Civiltà Mediterranea
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Laogai. In CINA crimini contro l'Umanità
 Cina. Violati i diritti umani. Lo sterminio degli innocenti. I "Laogai"i campi di concentramenti cinesi del terzo millenio tutt'ora attivi. La bestiale legge nazionale comunista della selezione delle nasciteClicca Qui per aprire e leggere un nostro articolo-denuncia
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Scritto da G.L.
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Domenica 08 Agosto 2010 04:08 |
Ieri dieci membri di un gruppo di Medici Cristiani, tra i quali sei americani, un inglese e un tedesco, sono stati uccisi da un gruppo di assassini talebani mentre rientravano da un viaggio di tre settimane nella provincia di Nuristan, al confine tra l’AFGHANISTAN e il PAKISTAN. Nel corso del viaggio avevano curato gratuitamente centinaia di abitanti dei più remoti villaggi del Nord dell’AFGHANISTAN, specie sofferenti per disturbi agli occhi. I medici, cinque uomini e tre donne, facevano parte dell ONG - I.A.M. – International Assistance Mission, Organizzazione Cristiana non governativa con sede in SVIZZERA e che dal 1966 assicura assistenza medica ai più poveri abitanti dell’AFGHANISTAN.
Le agenzie di stampa occidentale nel riportare la notizia hanno dato anche spazio al trionfale comunicato del portavoce degli assassini dei Missionari Cristiani, Zabiullah Mujahid, per il quale i medici che avevano curato i poveri Afghani sono stati uccisi perché avrebbero svolto azione di "spionaggio a favore degli americani" e "predicato il cristianesimo". Se è comprensibile e ammirevole che per l’I.A.M. formuli l’augurio che “ "Questa tragedia non abbia un impatto negativo sulla nostra capacità di continuare a servire il popolo afgano come abbiamo fatto dal 1966 curando più di duecentocinquantamila afghani ogni anno" è infame e disperante che i cronisti si limitino a riportare semplicemente la notizia di una strage, senza alcun commento. Che solo nel tardo pomeriggio sia stata registrata una reazione ufficiale del governatore della LOMBARDIA, Roberto FORMIGONI, contenente l’invito ai “capi delle Nazioni” per un intervento.
E’ evidente come il silenzio fin qui registrato dei “capi delle Nazioni” confermi come costoro ormai si esprimano con un miscuglio di ignoranza, incapacità, indifferenza, viltà, di fronte a un gruppo di assassini organizzati per schiavizzare con il terrore popolazioni indifese eliminando anche i Medici responsabili di avere voluto assicurare a quelle popolazioni almeno l’assistenza sanitaria essenziale. Lo stesso vale per la “grande stampa” incapace di riportare, almeno accanto alla notizia della strage, un invito a programmare interventi efficaci per impedire il ripetersi di stragi che colpiscono non Medici Cristiani ma l’Umanità intera a opera di assassini liberi di operare proprio per la viltà dei “capi delle Nazioni”.
Il gruppo di Medici Cristiani, composto da medici, infermieri e personale logistico, è stato attaccato mentre stava tornando a Kabul dopo la missione di due settimane in Nuristan. A capo del gruppo si trovava Tom Little, un optometrista da Delmar, New York, che ha lavorato in Afghanistan per più di 30 anni, salvando migliaia di vite umane e la vista di sventurati diversamente destinati alla cecità.
Del gruppo faceva parte anche il Dott. Karen Woo di Londra, giovanissima, fondatrice dell’ organizzazione umanitaria “Ponte Afghanistan” che operava assieme all’I.A.M.. Tom Little, che ha creato cliniche per curare la vista a Kabul e in altre città, era stato espulso dal governo talebano nell'agosto del 2001 dopo l'arresto di otto operatori umanitari cristiani - due americani e sei tedeschi – con l’accusa di avere tentato di convertire gli afghani al Cristianesimo. Ritornò in Afghanistan dopo che il crollo del regime terroristico talebano nel novembre 2001 in seguito all’intervento delle forze USA.
Sembra che al momento di congedarsi dai pazienti che avevano curato, i componenti del gruppo di Medici Cristiani siano stati messi in guardia dagli stessi pazienti sulla pericolosità del percorso da compiere per rientrare a KABUL. Ma i Medici avevano risposto di non avere paura proprio per avere operato da Medici e per salvare vite umane. Gli assassini in agguato li hanno derubati e uccisi uno per uno. E invece di richiedere interventi strategici definitivi contro simili stragi, che assicuri i responsabili alla giustizia e ne eviti il ripetersi, la stampa pubblica i comunicati del portavoce degli assassini per i “capi delle Nazioni”. Sempre più vili, Sempre più incapaci di difendere non solo i Medici Cristiani ma l’Umanità intera contro gli assassini.
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Intervista a Ernesta Marando: “Calabria, il tricolore non è la nostra bandiera”
Roma Piazza San Lorenzo Lucina 17 Gennaio 2011
Intervista di Alfonso Palumbo a Ernesta Adele Marando per il giornale online www.prismanews.net
"La Verità ci rende liberi"
Questo è il titolo dell'intervista che mi sarebbe piaciuto. Io sono italiana, amo la nostra bandiera, sia chiaro, nonostante il titolo ad effetto che il giornalista ha voluto mettere. Ma il popolo del Sud è bollato come terrone, quando va bene, 'ndraghetista il più delle volte. E da chi? Dagli stessi connazionali, da Roma in su. Ergo, è come se la bandiera tricolore sventolasse solo sul popolo nordico. E allora noi sotto quale bandiera viviamo? Chi è civile e chi incivile? Si parla di solidarietà e il Sud è ghettizzato e militarizzato. All'embargo. Questo è.
Ernesta Adele Marando Per leggere l'intervista cliccare sulla foto
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DIBATTITOnews Gennaio 2012

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Ernesta Adele Marando in diretta Tv su Rai Uno
Intervista a Ernesta Adele Marando a cura di Pino Carella Telemia 60news

Intervista andata in onda in diretta su Telemia l'emittente TV dei due mari la sera di giovedi 3 novembre 2011 intorno alle ore 20 e pubblicata anche su Uoutube sul canale di radiocivettagiornal
Intervista a Ernesta Adele Marando: pediatra, giornalista e fotografa
 Tra medicina, giornalismo e fotografia: Silvio Mencarelli intervista la pediatra, giornalista e fotografa Ernesta Adele Marando, una donna che non ha paura di mostrare il proprio pensiero. Per visualizzare il servizio cliccare sulla foto
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